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Diritto e Religione nelle Società Multiculturali/ Law and Religion in Multicultural Societies/ Derecho y Religión en las Sociedades Multiculturales/ Droit et Religion dans les Sociétés Multiculturelles/ Recht und Religion in Multikulturellen Gesellschaften/ 多元化社会中的法与宗教 / القانون والدين في المجتمعات متعددة الثقافات

Link: http://massacarrara.chiesacattolica.it/coronavirus-covid-19-nuovo-comunicato-dei-vescovi-toscani-13-03-20/

L’evolversi dell’emergenza epidemiologica da coronavirus covid-19 induce a rafforzare l’impegno delle nostre comunità ecclesiali percontrastare la diffusione della malattia, che avrebbe conseguenze fatali sull’intero sistema sanitario e di conseguenza sulla stessa coesione sociale. Quanto scriviamo fa seguito ai più recenti provvedimenti del Governo e al Comunicato della Presidenza della C.E.I. del 12 marzo. Ci sembra di dover raccogliere anzituttol’invito delle Autorità pubbliche a restare in casa per quanto ci è possibile. Aderire aquesta esortazione deve essere inteso non solo come un esercizio di responsabilità civica, ma ancor prima come fondamentale espressione dicarità cristiana: rispetto del prossimo, contributo a non aggravare l’opera lodevole ed estenuante di medici, infermieri, volontari eforze dell’ordine, favorire chi è costretto a uscire per irrinunciabili motivi di lavoro o di prima necessità.Esortiamo a vivere la permanenza in casa anche come un tempo di preghiera e di raccoglimento. Di fronte a Dio ciò che qualifica la nostra preghiera non è il luogo da cui si innalza, ma il cuore da cui sgorga. Quanto siamo costretti a vivere in questi giorni è anche occasione per scoprire meglio due modi di presenza del Signore in mezzo a noi, non come segno di ripiego, ma come necessità costante per la vita cristiana, anche nel futuro. Anzitutto,la famiglia è come una“Chiesa domestica”,dove siamo chiamati a crescere insieme nella fede e nell’amore, memori della promessa del Signore: «dove sono dueo treriuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro»(Mt18,20). Vale per noi in questi giorni l’esortazione di San Giovanni Crisostomo ai suoi fedeli: «Fate della vostra casa una Chiesa»equelli accolsero l’invito con «acclamazionidi giubilo». Pregare in casanon deve essere inteso come una privazione, ma come occasione per riconoscere la grandezza della vita familiare. Unaseconda esortazione riguarda l’importanza di riscoprire in questi giorni il grande valore della “presenza reale”del Signore nella sua Parola: una presenza da custodire, coltivare e approfondire personalmente e in famiglia.Diamo alle nostre giornate il giusto orientamento lasciandoci illuminare da un’assidua lettura e una profonda meditazione della Sacra Scrittura. In questo contesto, che privilegia il rimanere nelle nostre case, considerato il ruolo che le chiese hanno sempreavuto nel contesto dellecittà, borghi e paesi della Toscana, nonché nel sentire della nostra gente, riteniamo di poter mantenere aperte le nostre chiese, come segno di una Chiesa che resta presente alla vita delle comunità, ancor più in questi giorni di sofferenza. L’apertura dellechiese viene proposta dunque come un segno, non come un invito a frequentarle. Di qui la precedente esortazione a valorizzare la casa come luogo di preghiera e di lettura della Parola di Dio. Occorre però essere molto avveduti, per cui l’apertura può esserci a condizione che si possa garantire un rassicurante adeguato livello sanitario(distanza tra le persone, esclusione di oggetti che possono passare da una mano all’altra come i libri di preghiere, possibilità di intervenire con frequenza con azioni di disinfezione dipanche, porte, maniglieo altri oggetti che possono essere toccati dai fedeli, ecc.), anche tenendo conto che tutto questo sia consentito dalle condizioni di salute ed età dei nostri preti. Senza queste condizioni sarebbe un gesto di irresponsabilità aprire i nostriluoghi di cultoe lo sarebbe soprattutto verso i più deboli. Ci sembra infine significativo e lodevole l’impegno di molti sacerdoti a restare in contatto con i fedeli mediante i social, rendendosi utili così all’accompagnamento eoffrendo anche l’opportunità di unirsi alla preghiera del sacerdote in chiesa. Vanno anche valorizzate le trasmissioni dedicate alla preghiera che vengono offerte nelle reti nazionali e attraverso i nostri mezzi di comunicazione locali.In questo contestoesortiamo i sacerdoti a farsi vicini soprattutto ad anziani e malati tramite il telefono, portando loro parole di sostegno e di conforto. Il nostro pensiero va, con sentimentidi solidarietà e vicinanza,agli ammalati e alle persone e famiglie in quarantena.La fede ci invita a vedere nella loro sofferenza, nell’orizzonte della croce di Gesù, una partecipazione al mistero della redenzione. Nella nostra preghiera ci sono tutti loro, come pure quanti hanno incontrato la morte in questa pandemia. Ci sentiamovicini con ammirazione e gratitudine nonché conla preghiera a quanti operano nel nostro sistema sanitario e di protezione civile per combattere il morbo. Chiediamo al Signore luce per i nostri governanti, affinché le loro decisioni siano nel segno della saggezza e trovino convinta accoglienza nel nostro popolo. L’emergenza sanitaria ci coglie nei giorni della Quaresima, e le indicazioni di comportamento che ci vengono date vanno accolte quasi come un’opera penitenziale specifica di questo tempo, un’operadi misericordia e di carità verso i più fragili. Ma noi sappiamo anche che la Quaresima è preparazione alla Pasqua del Signore: nel suo potere di Risorto poniamo le ragioni della nostra speranza di vita.

13 marzo 2020 I Vescovi delle Chiese della Toscana

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