The relevant normative measures and articles in the national and international press are published in this section.

Pubblichiamo in questa sezione i provvedimenti normativi e gli articoli che appaiono sulla stampa nazionale e internazionale.

State Bar Group Calls for ‘Mandatory’ COVID-19 Vaccinations, Regardless of Objections

Source: https://www.law.com/newyorklawjournal/2020/05/28/state-bar-calls-for-mandatory-covid-19-vaccinations-regardless-of-objections/?kw=State%20Bar%20Calls%20for%20%27Mandatory%27%20COVID-19%20Vaccinations%2C%20Regardless%20of%20Objections&utm_source=email&utm_medium=enl&utm_campaign=dailynews&utm_content=20200529&utm_term=nylj&slreturn=20200429172311#

JEHOVAH’S WITNESSES AND ITALIAN MINISTRY OF INTERIOR: COVID-19 PROTOCOL FOR THE CHRISTIAN CONGREGATION OF JEHOVAH’S WITNESSES

COMUNICATO STAMPA CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE IMMEDIATA

Ripresa delle funzioni religiose: anche i Testimoni di Geova adottano un protocollo in linea con il Ministero dell’Interno

In linea con le indicazioni del Ministero dell’Interno, anche la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova ha adottato un proprio protocollo per la ripresa delle attività religiose nei propri luoghi di culto.

Nei giorni scorsi, infatti, la Congregazione ha sottoposto al Ministero dell’Interno un protocollo adattato alle proprie specificità confessionali. Il Ministero lo ha ritenuto rispettoso delle norme comportamentali previste dai provvedimenti governativi in tema di protezione civile e del tutto assimilabile a quello delle altre confessioni relativamente alle disposizioni per le celebrazioni religiose.

Sebbene la ripresa delle attività sia già possibile dal 18 maggio, i Testimoni di Geova hanno deciso di riprendere le riunioni nei loro luoghi di culto nel prossimo futuro, quando lo riterranno ragionevolmente sicuro per le loro esigenze.

I Testimoni di Geova tengono a ringraziare il Governo, e in particolare il Ministero dell’Interno, per l’encomiabile lavoro svolto al fine di garantire il fondamentale esercizio della libertà di culto.





PROTOCOLLO PER LA CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA
L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2
rende necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi
bilaterali, contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia
in atto. Il Protocollo resterà temporaneamente in vigore fino alla ripresa delle normali attività, al
termine dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da SARS-CoV-2. Nel caso in cui il Governo
adotti misure meno restrittive durante il graduale passaggio al ripristino delle normali attività, tali
misure sostituiscono quelle previste dal presente Protocollo.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.

  1. ACCESSO AI LUOGHI DI CULTO IN OCCASIONE DI CELEBRAZIONI RELIGIOSE
    1.1 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le
    norme precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in
    corso. In particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione
    delle vie respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
    1.2 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante
    dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima
    dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della
    distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e
    non superando le 200 unità.
    1.3 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare
    mascherine.
    1.4 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
    assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in
    tempi contenuti.
    1.5 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di
    celebrazione dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo
    rispettare tutte le prescrizioni di sicurezza.
    1.6 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
    volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale,
    guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e
    vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa superi
    significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
    incrementare il numero delle funzioni.
    1.7 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
    distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e
    l’uscita le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e
    maniglie siano toccate.
    1.8 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con
    persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso
    in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o
    superiore ai 37,5° C.
    1.9 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive confessioni religiose, di svolgere
    le funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i
    partecipanti si allontanino rapidamente dall’area dell’incontro.
    1.10 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è
    affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare, per ciascuna
    confessione, le forme più idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio
    di contagio e di trasmissione del virus.
    1.11 I ministri di culto possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre
    i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente
    e nel rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla
    certificazione dell’ente di culto o della confessione di riferimento che attesti il ruolo di
    ministri di culto e la natura delle attività religiose che svolgono.
  2. ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE FUNZIONI LITURGICHE
    2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la
    presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza
    minima.
    2.2 Tutti i presenti alle funzioni pubbliche per il culto possono cantare su una base musicale
    preregistrata.
    2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per
    almeno un metro.
  3. IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI
    3.1 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o
    incontro.
    3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero
    sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna,
    individuato a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del
    distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
  4. COMUNICAZIONE
    4.1 Sarà cura di ogni autorità religiosa rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso
    le modalità che assicurino la migliore diffusione.
    4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali,
    tra le quali non dovranno mancare:
  • il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
  • il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea
    pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei
    giorni precedenti;
  • l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di
    regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da
    una mascherina che copra naso e bocca.
    ALTRI SUGGERIMENTI
    5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può
    essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il
    rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
    Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta del
    _____________________________________________________ 2020, ha
    esaminato e approvato il presente “Protocollo per la Congregazione Cristiana dei Testimoni di
    Geova”.
    Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno ____________ 2020

Décret n° 2020-618 du 22 mai 2020 complétant le décret n° 2020-548 du 11 mai 2020 prescrivant les mesures générales nécessaires pour faire face à l’épidémie de covid-19 dans le cadre de l’état d’urgence sanitaire

Link: https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do;jsessionid=5D50F22874D7B14E108F0EF0FFA54272.tplgfr23s_2?cidTexte=JORFTEXT000041903745&dateTexte=&oldAction=rechJO&categorieLien=id&idJO=JORFCONT000041903269

France – Décret du 22 mai : reprise des messes et lignes directrices

La Conférence des évêques de France (CEF) se réjouit que le décret publié ce matin, samedi 23 mai 2020, par le Gouvernement, conformément à la sentence rendue par le Conseil d’État lundi dernier, 18 mai, redonne sa juste place à la liberté d’exercice des cultes ; les restrictions qui y sont apportées, comme à toute liberté fondamentale, devant être justifiées et proportionnées.

Ce décret est accompagné de lignes directrices (jointes au présent communiqué) qui confirment les dispositions qui avaient été proposées par la CEF dans le plan de déconfinement soumis aux pouvoirs publics.

La CEF note :

– que la liberté est laissée à chaque responsable (évêques et prêtres) de déterminer la date de la reprise des messes avec assemblée et que cette liberté entraîne leur responsabilité. La CEF note que recommandation du Gouvernement reste de ne commencer les assemblées liturgiques qu’à partir du 2 juin. Ce n’est que la semaine prochaine, en effet, que les éventuels premiers effets du déconfinement en terme de contagion pourront être constatés ;

– que le port du masque est obligatoire en plus des 4 mètres carrés ainsi que le lavage des mains à l’entrée et à la sortie des églises et autres « établissements de culte ».

Dans la perspective de la reprise des célébrations communautaires dès la semaine prochaine et notamment pour la Pentecôte, la CEF fait connaître aux prêtres et aux équipes d’animation pastorale les règles sanitaires ainsi fixées. Il s’agira pour eux de sélectionner avec soin les églises qui pourront accueillir des assemblées dans les semaines qui viennent, de déterminer le nombre de personnes qui pourront y être accueillies, de soigner la communication vers les fidèles notamment, et de s’assurer de disposer des équipes et des matériels nécessaires.

Source: https://eglise.catholique.fr/espace-presse/communiques-de-presse/499608-decret-du-23-mai-la-cef-se-rejouit-que-les-catholiques-puissent-reprendre-les-chemins-de-leur-eglise-des-cette-semaine/

Press release on the resumption of religious ceremonies

22 mai 2020

Christophe Castaner, ministre de l’Intérieur, annonce avoir convenu avec les représentants des cultes des modalités de reprise des cérémonies religieuses.

Depuis le début de la crise sanitaire, les responsables des cultes en France ont fait preuve de réactivité et de responsabilité face à l’épidémie. Si les lieux de culte n’ont jamais été fermés, des restrictions ont dû être imposées pour les cérémonies religieuses alors même que le confinement se déroulait lors de fêtes religieuses particulièrement importantes, notamment pour nos concitoyens chrétiens, juifs et musulmans.

Conscients de cette situation, le Président de la République, le Premier ministre et le ministre de l’Intérieur ont entretenu un dialogue constant avec les responsables des cultes et dès le 4 mai au Sénat, le Premier ministre annonçait l’intention du Gouvernement de permettre la reprise des cérémonies religieuses, dans le respect des règles sanitaires pour la fin de mois de mai.

Par une décision du 18 mai, le Conseil d’État a jugé que la reprise des cérémonies religieuses pouvait être envisagée sous réserve du respect de règles sanitaires strictes. Ce matin, lors d’une nouvelle réunion de concertation, le ministre de l’Intérieur et les responsables des cultes ont pu s’accorder sur les mesures à prendre pour assurer la sécurité sanitaire de tous.

Ainsi, un décret qui paraîtra dans les prochaines heures et entrera immédiatement en vigueur, prévoit que :

  • les lieux de culte seront tenus, comme tous les autres établissements recevant du public, de respecter les gestes barrières ainsi que les mesures de distanciation physique. Le gestionnaire du lieu de culte sera en charge du respect de ces prescriptions ;
  • les organisateurs s’assureront du respect de la règle la distanciation physique d’au moins un mètre entre deux personnes, en déterminant ce faisant le seuil maximal de fréquentation. Les organisateurs demeurent évidemment libres de fixer un seuil inférieur ;
  • le port d’un masque de protection sera obligatoire lors des cérémonies religieuses ;
  • une attention particulière sera portée sur les entrées et les sorties des édifices. Pour chaque lieu de culte, une personne identifiée sera ainsi désignée par l’organisation pour réguler le flux, veiller au nombre de personnes présentes à l’intérieur des bâtiments et éviter les attroupements aux abords de ceux-ci ;
  • la désinfection des mains sera obligatoire à l’entrée des lieux de culte.

Les préfets de département pourront interdire l’ouverture ou ordonner la fermeture d’un lieu de culte si ces règles ne sont pas respectées.

Par ailleurs, à ce dispositif nécessaire pour la sécurité sanitaire des fidèles comme des célébrants, viendra s’ajouter l’application de recommandations élaborées par chaque culte et adaptées à leur pratique rituelle.

Si l’objectif d’une reprise généralisée des cérémonies religieuses reste le 3 juin, il sera ainsi possible, dès la publication de ce décret, sous la responsabilité du gestionnaire du site et dans le respect des règles et obligations convenues avec les représentants des cultes, de célébrer à nouveau, progressivement, des offices.

Christophe Castaner, ministre de l’Intérieur, déclare : « Cette décision est le fruit du dialogue riche et permanent que nous avons entretenus avec les cultes depuis le début de cette crise sanitaire. Nous avons travaillé et trouvé une solution pour permettre la reprise des cérémonies religieuses tout en assurant la protection sanitaire de chacun. Notre volonté de protéger les Français et de limiter la circulation du virus n’a pas changé. Nous avons confiance dans la prudence et la vigilance exemplaires des responsables des cultes. »

UK – New taskforce developing plan to reopen places of worship

https://www.gov.uk/government/news/new-taskforce-developing-plan-to-reopen-places-of-worship

Faith leaders and government have agreed to develop a plan to enable the phased and safe reopening of places of worship when the evidence shows it is the right time to do so, Communities Secretary Robert Jenrick confirmed today (15 May 2020).

This follows the first virtual meeting of the new Places of Worship Taskforce which includes leaders and representatives from all the major faiths.

Earlier this week the government set out its ambition to reopen places of worship in step 3 of its plan to lift restrictions, which is expected to be no earlier than 4 July subject to further scientific advice.

In recognition of how difficult it has been for people of faith to not be able to practice their religion with their community, members agreed to work together to consider whether some forms of worship, such as individual prayer, might be permitted in places of worship before they fully reopen in step 3, where appropriate and safe to do so in line with social distancing guidelines.

Members of the taskforce also agreed to consult their faith communities on the measures being considered and to support ongoing engagement with their communities on this important work as it develops. The Communities Secretary also confirmed today that Faith Action will receive £125,000 to consult and engage with different community groups and places of worship up and down the country to ensure their views are represented at the Taskforce’s meetings.

The Communities Secretary was clear places of worship will only be opened when the government is confident that people can use these spaces safely and will not put themselves or others at risk.

Communities Secretary Rt Hon Robert Jenrick MP said:

During this pandemic, significant spiritual moments such as Easter, Passover, Ramadan and Vaisakhi when families, friends and congregations traditionally gather together, have been celebrated at home.

I realise how challenging being separated from their communities has been for people of faith. That’s why I have convened the Places of Worship Taskforce to establish how religious practices can safely resume outside the home as soon as possible.  

Today’s first meeting of the Taskforce was very productive. We will now work together with all faith communities to understand how we can open places of worship as a priority, while continuing to prioritise safety. I look forward to working with the Taskforce over the coming weeks to reach a solution.

Faith Minister Lord Greenhalgh said:

Places of worship serve such an important role in supporting and providing spiritual leadership for this country’s diverse communities and in bringing communities and the generations together, but this also makes them places that are currently particularly vulnerable to the spread of the pandemic.

We realise that practical issues such as the size of both physical buildings and congregations are significant but we are determined to find a way to safely reopen places of worship as soon as possible, ensuring that people are not put at undue risk.

The Taskforce will jointly produce guidance with Minstry of Housing, Communities and Local Government which supports places of worship across England to reopen safely.

For the time-being, churches and places of worship must remain closed as set out in law. However, funerals are still able to go ahead in places of worship and in crematoria where possible to do so safely.

Members of the Taskforce that met today include:

  • The Archbishop of Canterbury
  • Cardinal Vincent Nichols,
  • Chief Rabbi, Ephraim Mirvis
  • Shaykh Dr Asim Yusuf, The British Board of Scholars and Imams
  • Rajnish Kashyap, Hindu Council UK
  • Jasvir Singh, City Sikhs
  • Daniel Singleton, Faith Action

Other faith representatives and government officials may be invited to attend future meetings depending on the Taskforce’s priorities.

Further information

No place of worship will be able to reopen before a final decision by the government and the accompanying change to the legal position in the published regulations. Faith organisations will be able to reopen at a slower pace if they wish.

The Minister for Faith has held a series of roundtables and one on one meetings with faith and community leaders over the last few weeks and will continue to do so in the weeks ahead.

The funding for Faith Action has been awarded from the £360 million pot of funding recently announced by Department for Digital, Culture, Media & Sport to provide targeted support to the voluntary, community and social enterprise sector. As made clear at the time, this funding was not allocated via an open bid but awarded in line with agreed departmental priorities.

Quadro sinottico relativo ai Protocolli per la ripresa delle celebrazioni delle confessioni diverse dalla cattolica

a cura di Simone Baldetti*

I sei Protocolli con le confessioni religiose diverse dalla cattolica (consultabili qui) siglati il 15 maggio 2020 hanno stabilito le modalità per la ripresa delle celebrazione religiose con numerose confessioni presenti sul territorio italiano. Come emerso dall’intervista con il Prof. Pierluigi Consorti i Protocolli presentano un contenuto simile, con alcune differenze di natura terminologica o legate alle specificità confessionali. Il presente quadro sinottico mette a confronto il testo di ciascun Protocollo evidenziandone le differenze.

(*) Dottorando di ricerca in Diritto e Religione presso l’Università di Pisa

Protocolli per le celebrazioni delle confessioni religiose diverse dalla cattolica

On line i protocolli sottoscritti a Palazzo Chigi con le comunità di fede anche non firmatarie di intese con lo Stato

Via libera dal 18 maggio alle diverse pratiche religiose con i fedeli ma nel rispetto delle misure di sicurezza sanitarie previste per l’emergenza Coronavirus. Tra queste, divieto di distanziamento sociale, obbligo di usare mascherine e dispositivi di protezione, igienizzazione dei luoghi di preghiera. 

Regole da seguire scrupolosamente e contenute nei protocolli sottoscritti, oggi, a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dai rappresentati di comunità di fede presenti in Italia, anche non firmatarie di intese con lo Stato.

I protocolli nascono dal confronto e dal dialogo voluto dalla titolare del Viminale e avviato e condotto dal capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione Michele di Bari con la videoconferenza del 7 maggio scorso al Viminale.

Elaborati sulla bese delle indicazioni e delle esigenze emersi e approvati dal Comitato tecnico scientifico, individuano, per ogni comunità religiosa, le precauzioni da adottare tenuto conto delle rispettive specificità.

Si tratta di un traguardo che valorizza il dialogo del ministero dell’Interno con tutte le confessioni religiose presenti sul territorio nazionale, nell’esercizio della sua missione istituzionale di garante della libertà di culto.

Fonte: Ministero dell’Interno

https://www.interno.gov.it/it/notizie/dal-18-maggio-pratiche-religiose-i-fedeli-nel-rispetto-misure-lemergenza-covid-19

France will be among the last European countries to restore the public celebration of cults

https://amp.lefigaro.fr/vox/religion/la-france-sera-parmi-les-derniers-pays-europeens-a-restaurer-la-celebration-publique-des-cultes-20200512

Les évêques de France ont proposé l’adoption d’une série de mesures sanitaires afin de convaincre le gouvernement d’autoriser la reprise de la célébration publique des cultes. En vain. Ceux-ci restent interdits jusqu’au 2 juin, lendemain du lundi de Pentecôte, à l’exception des funérailles. Tel n’est pas le cas d’autres pays européens: certains n’ont jamais interdit la célébration publique des cultes, d’autres l’ont déjà rétablie ou prévoient de le faire très prochainement.

Parmi les 15 pays que nous avons pu observer, seules l’Espagne et la Pologne n’ont pas suspendu la célébration publique du culte. Dans la plupart de 13 autres pays cependant, les églises sont restées ouvertes, comme en France. L’Allemagne, la Croatie, Monaco et la Slovaquie ont déjà restauré la célébration publique des cultes depuis fin avril ou début mai. D’autres pays ont fixé la date de reprise courant mai (Autriche, Portugal, Italie) ou en juin (France et Suisse). D’autres gouvernements, enfin, n’ont pas encore annoncé de date de reprise des cultes, malgré la fin du déconfinement (Belgique, Lettonie, Luxembourg). Le cas des Pays-Bas est particulier en ce que ce sont les évêques eux-mêmes qui ont décidé de suspendre la célébration publique des messes, et n’envisagent leur reprise qu’à compter du 31 mai prochain.

Reprise des cultes: de fortes divergences entre pays

Le cas allemand est particulièrement intéressant, en effet, le 29 avril dernier la Cour constitutionnelle de Karlsruhe a condamné l’interdiction de la célébration publique des cultes, au motif que le caractère général de ladite interdiction n’est pas justifié, et viole par conséquent la liberté religieuse garantie par la Constitution allemande. Selon la Cour, il faut permettre une adaptation aux situations particulières. Le même reproche pourrait être adressé à la réglementation française en ce qu’elle pose elle aussi une interdiction générale, alors même que la situation sanitaire varie considérablement sur le territoire, et que des mesures spécifiques pourraient être appliquées au cas par cas, par exemple selon la surface des lieux de culte comme c’est le cas dans certains pays.

Il appartient maintenant au Conseil d’Etat français, récemment saisi, de juger si la situation française assure un juste équilibre entre le respect de la liberté de culte et des nécessités de santé publique. À cet égard, la légitimité des restrictions portées à la liberté de culte doit être appréciée sous deux angles complémentaires: d’abord en elle-même, au regard des risques sanitaires causés spécifiquement par tel ou tel culte, puis par comparaison avec l’encadrement sanitaire d’autres activités similaires. Il s’agit alors de se demander, pour faire simple, s’il est justifié au plan sanitaire de traiter différemment un rassemblement selon qu’il se situe dans un lieu de culte ou un lieu profane. Cette appréciation devrait exclure toute considération quant à l’utilité des cultes, car les autorités françaises ne sont pas compétentes, en principe, pour porter un jugement sur les croyances et les pratiques religieuses, mais seulement pour en garantir le libre exercice. Cette incompétence devrait ainsi interdire aux autorités de reporter la reprise des cultes publics au seul motif que la pratique de la religion serait moins utile que celle du commerce, ou que la nourriture de l’âme, ainsi que les catholiques désignent l’Eucharistie, serait moins vitale que celles du corps et de l’esprit. La liberté de religion dispose d’un haut degré de protection en droit international, et sa protection n’est pas réductible à celle de la seule liberté de réunion.

La comparaison des réglementations européennes de la liberté de culte, en cette situation de crise, est aussi instructive en ce qu’elle est révélatrice du rapport de chaque pays à la religion.

Voici, à titre indicatif, un petit tour d’horizon des mesures prises chez nos voisins européens, d’après les informations que l’ECLJ a pu rassembler (sous réserves de modifications).

Pays n’ayant jamais interdit les célébrations cultuelles publiques

En Espagne, malgré le confinement, onze évêques ont décidé de continuer à célébrer des messes publiques et à donner la communion. Dans cet État, la conférence des évêques n’avait pas pris de décision sur la continuité ou non des offices, il revenait ainsi à chaque évêque de prendre ses responsabilités. Le gouvernement socialiste a précisé que la présence dans les lieux de culte et les cérémonies religieuses, dont les enterrements, sont conditionnées à l’existence d’une distance d’un mètre entre chaque personne. Toutefois, il semble que des offices aient été interrompus par les forces de l’ordre. En outre, dès le 28 avril, le gouvernement a présenté un plan de déconfinement en quatre étapes qui s’étalera jusqu’à fin juin. Dès la première phase, à partir du 11 mai, il est prévu que les lieux de culte seront autorisés à accueillir les fidèles dans la limite du tiers de leurs capacités. Durant la phase suivante, les lieux de culte pourront accueillir jusqu’à la moitié de leur capacité d’accueil.

Aux Pays-Bas, le gouvernement avait autorisé les célébrations publiques dans la limite de 29 personnes en respectant les mesures de sécurité, mais les évêques ont décidé de les interdire, à l’exception des funérailles et des mariages. D’après un communiqué de la conférence épiscopale des Pays-Bas du 26 mars, il n’y aurait pas de célébrations publiques avant la Pentecôte, soit le 31 mai.

En Pologne, il n’a jamais été question d’interdire toute célébration en présence de fidèles. Dès le début de l’épidémie, l’épiscopat polonais a invité les paroisses à multiplier les messes. À compter du 13 mars, le gouvernement polonais a déclaré le pays en état de menace épidémiologique et a alors limité à 50 personnes le nombre de fidèles par célébration religieuse. Ce chiffre fut momentanément réduit à 5 fidèles entre le 24 mars et le 11 avril, puis réévalué à 50 entre le 12 et le 20 avril. Depuis le 20 avril, les offices peuvent être célébrés à condition d’une personne pour 15m², du port du masque et du respect des gestes barrière. Si l’église a une superficie de moins de 75m², le nombre de personnes pouvant assister aux offices est réduit à 5 fidèles.

Pays ayant interdit puis rétabli les célébrations cultuelles publiques

En Croatie, après avoir été interdites, les messes publiques sont à nouveau autorisées depuis le 2 mai, en respectant une distance de deux mètres entre chaque personne et en limitant le nombre de fidèles pouvant participer à la messe.

En Allemagne, les célébrations religieuses avaient été interdites à compter du 11 mars 2020. Mais à la suite d’une décision du 29 avril de la Cour constitutionnelle allemande dénonçant une violation de la liberté de religion garantie par la Constitution allemande, le gouvernement fédéral a levé cette interdiction le 30 avril. L’Allemagne, État fédéral, organise le déconfinement par Länder. À titre d’illustration, la Saxe a été le premier à organiser la reprise des services religieux publics dès le 20 avril 2020 dans la limite de 15 fidèles.

À Monaco, les célébrations religieuses publiques ont repris le lundi 4 mai aux conditions suivantes: port du masque obligatoire, une personne pour 4m², respect d’une distance de 1,5m entre chaque fidèles, présence de distributeur de produit hydroalcoolique à l’entrée, dans la mesure du possible une entrée et une sortie distincte dans l’église.

En Slovaquie, depuis le 6 mai 2020, les messes sont autorisées en respectant une distance de 2m entre chaque fidèle dans les églises.

Pays ayant levé le confinement, mais pas encore l’interdiction des célébrations cultuelles publiques

En Autriche, alors que le déconfinement est mis en place depuis le 14 avril, ce n’est qu’à compter du 15 mai prochain que les messes publiques seront autorisées. Pour les enterrements, le nombre maximum de participants a été fixé à 30. L’Autriche fut le premier État à décréter un confinement drastique, qu’il a assoupli dès le 14 avril.

En Italie, depuis le confinement, les messes publiques sont interdites, mais les églises sont restées ouvertes. Lors de la présentation du plan de déconfinement le 26 avril 2020, les mesures pour la reprise des messes ont été omises. Toutefois, la Conférence épiscopale italienne et le gouvernement ont signé le 7 mai un accord rétablissant la pratique publique du culte à partir du 18 mai, à condition pour les fidèles de porter un masque et de respecter une distance de sécurité.

Au Portugal, les églises sont ouvertes mais les messes publiques interdites jusqu’au 30-31 mai, provoquant des contestations parmi les fidèles en raison de la reprise normale de l’activité économique.

En Suisse, et notamment dans le canton de Genève, l’évêque a décidé de lui-même de suspendre toutes les messes publiques entre le 11 mars et le 15 mai 2020, craignant de ne pas pouvoir faire respecter les mesures préconisées par le Conseil d’État suisse, à savoir de limiter les réunions à 100 personnes espacées d’au moins 2 mètres. Dans le reste de la Suisse, malgré la proposition de la Conférence des évêques, il n’y aura pas de messes publiques avant le 8 juin 2020, leur reprise faisant partie de la dernière phase du déconfinement en trois étapes (27 avril, 11 mai, 8 juin) organisé par le gouvernement.

Les pays sans date de reprise des célébrations cultuelles publiques

En Belgique, l’Église catholique a annoncé la suspension de toutes les célébrations liturgiques à compter du 14 mars. Si le déconfinement a été mis en place dès le 4 mai, la reprise des cultes n’a pas encore eu lieu. Aucune date officielle n’a été mentionnée par le gouvernement. La conférence des évêques de Belgique espère une reprise rapide des célébrations publiques.

En Lettonie, tout rassemblement public est interdit. Les églises restent cependant ouvertes et les fidèles sont autorisés à s’y rendre pour prier, recevoir la communion ou se confesser, mais seulement un par un et en observant une distance de 2 mètres. Ces mesures sont valables jusqu’au 12 mai, date à laquelle le gouvernement prendra de nouvelles décisions.

Au Luxembourg, le confinement est levé depuis le 4 mai 2020. En principe, à compter du 10 mai prochain, si les résultats de la première étape du confinement sont positifs, les célébrations religieuses publiques devraient reprendre. Il est prévu toutefois que les premières communions, les confirmations, les mariages religieux et les baptêmes ne pourront pas être célébrés avant mi-septembre.

Au Royaume-Uni, le Premier Ministre a annoncé le 10 mai la prolongation du confinement jusqu’au 1er juin 2020. Toutes les églises sont fermées depuis le mois de mars. L’église d’Angleterre propose une reprise de la vie ecclésiale en plusieurs étapes. La première étape consiste en l’ouverture des églises pour la prière personnelle et offices en ligne. Ensuite, la seconde étape permettrait certaines cérémonies avec des précautions physiques et d’hygiène appropriées. Pour finir, la phase finale consisterait en la reprise des cultes lorsque les restrictions gouvernementales l’autoriseront.

Labor Office of the Holy See (U.L.S.A) Containment and prevention measures of SARS-COV-2 contagion in all work activities

Scarica la guida al seguente link:

http://www.ulsa.va/content/ulsa/it/pubblicazioni/speciale-covid-19/maggio-2020—guida-pratica–misure-di-contenimento-e-prevenzion.html

Maggio 2020 – Guida Pratica: Misure di contenimento e prevenzione del contagio da SARS-COV-2 in tutte le attività lavorative