JEHOVAH’S WITNESSES AND ITALIAN MINISTRY OF INTERIOR: COVID-19 PROTOCOL FOR THE CHRISTIAN CONGREGATION OF JEHOVAH’S WITNESSES

COMUNICATO STAMPA CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE IMMEDIATA

Ripresa delle funzioni religiose: anche i Testimoni di Geova adottano un protocollo in linea con il Ministero dell’Interno

In linea con le indicazioni del Ministero dell’Interno, anche la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova ha adottato un proprio protocollo per la ripresa delle attività religiose nei propri luoghi di culto.

Nei giorni scorsi, infatti, la Congregazione ha sottoposto al Ministero dell’Interno un protocollo adattato alle proprie specificità confessionali. Il Ministero lo ha ritenuto rispettoso delle norme comportamentali previste dai provvedimenti governativi in tema di protezione civile e del tutto assimilabile a quello delle altre confessioni relativamente alle disposizioni per le celebrazioni religiose.

Sebbene la ripresa delle attività sia già possibile dal 18 maggio, i Testimoni di Geova hanno deciso di riprendere le riunioni nei loro luoghi di culto nel prossimo futuro, quando lo riterranno ragionevolmente sicuro per le loro esigenze.

I Testimoni di Geova tengono a ringraziare il Governo, e in particolare il Ministero dell’Interno, per l’encomiabile lavoro svolto al fine di garantire il fondamentale esercizio della libertà di culto.





PROTOCOLLO PER LA CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA
L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2
rende necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi
bilaterali, contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia
in atto. Il Protocollo resterà temporaneamente in vigore fino alla ripresa delle normali attività, al
termine dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da SARS-CoV-2. Nel caso in cui il Governo
adotti misure meno restrittive durante il graduale passaggio al ripristino delle normali attività, tali
misure sostituiscono quelle previste dal presente Protocollo.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.

  1. ACCESSO AI LUOGHI DI CULTO IN OCCASIONE DI CELEBRAZIONI RELIGIOSE
    1.1 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le
    norme precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in
    corso. In particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione
    delle vie respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
    1.2 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante
    dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima
    dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della
    distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e
    non superando le 200 unità.
    1.3 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare
    mascherine.
    1.4 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
    assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in
    tempi contenuti.
    1.5 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di
    celebrazione dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo
    rispettare tutte le prescrizioni di sicurezza.
    1.6 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
    volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale,
    guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e
    vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa superi
    significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
    incrementare il numero delle funzioni.
    1.7 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
    distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e
    l’uscita le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e
    maniglie siano toccate.
    1.8 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con
    persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso
    in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o
    superiore ai 37,5° C.
    1.9 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive confessioni religiose, di svolgere
    le funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i
    partecipanti si allontanino rapidamente dall’area dell’incontro.
    1.10 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è
    affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare, per ciascuna
    confessione, le forme più idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio
    di contagio e di trasmissione del virus.
    1.11 I ministri di culto possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre
    i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente
    e nel rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla
    certificazione dell’ente di culto o della confessione di riferimento che attesti il ruolo di
    ministri di culto e la natura delle attività religiose che svolgono.
  2. ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE FUNZIONI LITURGICHE
    2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la
    presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza
    minima.
    2.2 Tutti i presenti alle funzioni pubbliche per il culto possono cantare su una base musicale
    preregistrata.
    2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per
    almeno un metro.
  3. IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI
    3.1 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o
    incontro.
    3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero
    sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna,
    individuato a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del
    distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
  4. COMUNICAZIONE
    4.1 Sarà cura di ogni autorità religiosa rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso
    le modalità che assicurino la migliore diffusione.
    4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali,
    tra le quali non dovranno mancare:
  • il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
  • il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea
    pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei
    giorni precedenti;
  • l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di
    regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da
    una mascherina che copra naso e bocca.
    ALTRI SUGGERIMENTI
    5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può
    essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il
    rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
    Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta del
    _____________________________________________________ 2020, ha
    esaminato e approvato il presente “Protocollo per la Congregazione Cristiana dei Testimoni di
    Geova”.
    Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno ____________ 2020

Quadro sinottico relativo ai Protocolli per la ripresa delle celebrazioni delle confessioni diverse dalla cattolica

a cura di Simone Baldetti*

I sei Protocolli con le confessioni religiose diverse dalla cattolica (consultabili qui) siglati il 15 maggio 2020 hanno stabilito le modalità per la ripresa delle celebrazione religiose con numerose confessioni presenti sul territorio italiano. Come emerso dall’intervista con il Prof. Pierluigi Consorti i Protocolli presentano un contenuto simile, con alcune differenze di natura terminologica o legate alle specificità confessionali. Il presente quadro sinottico mette a confronto il testo di ciascun Protocollo evidenziandone le differenze.

(*) Dottorando di ricerca in Diritto e Religione presso l’Università di Pisa

Protocolli per le celebrazioni delle confessioni religiose diverse dalla cattolica

On line i protocolli sottoscritti a Palazzo Chigi con le comunità di fede anche non firmatarie di intese con lo Stato

Via libera dal 18 maggio alle diverse pratiche religiose con i fedeli ma nel rispetto delle misure di sicurezza sanitarie previste per l’emergenza Coronavirus. Tra queste, divieto di distanziamento sociale, obbligo di usare mascherine e dispositivi di protezione, igienizzazione dei luoghi di preghiera. 

Regole da seguire scrupolosamente e contenute nei protocolli sottoscritti, oggi, a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dai rappresentati di comunità di fede presenti in Italia, anche non firmatarie di intese con lo Stato.

I protocolli nascono dal confronto e dal dialogo voluto dalla titolare del Viminale e avviato e condotto dal capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione Michele di Bari con la videoconferenza del 7 maggio scorso al Viminale.

Elaborati sulla bese delle indicazioni e delle esigenze emersi e approvati dal Comitato tecnico scientifico, individuano, per ogni comunità religiosa, le precauzioni da adottare tenuto conto delle rispettive specificità.

Si tratta di un traguardo che valorizza il dialogo del ministero dell’Interno con tutte le confessioni religiose presenti sul territorio nazionale, nell’esercizio della sua missione istituzionale di garante della libertà di culto.

Fonte: Ministero dell’Interno

https://www.interno.gov.it/it/notizie/dal-18-maggio-pratiche-religiose-i-fedeli-nel-rispetto-misure-lemergenza-covid-19

Ministry of Interior – Note of 13.05.2020 – Protocol concerning the gradual resumption of celebrations with the people

Ripresa delle celebrazioni: la Nota del Viminale

In vista della ripresa delle celebrazioni liturgiche con concorso di popolo, prevista per il 18 maggio, il Comitato Tecnico Scientifico ha approvato il Protocollo, “raccomandando che – si legge in una Nota del Ministero dell’Interno – per le cerimonie religiose da svolgere nei luoghi di culto chiusi, ferme restando le misure sopra richiamate ed in relazione alla garanzia delle misure di distanziamento richieste e degli eventuali sistemi di aerazione disponibili, il numero massimo di persone non superi le 200 unità”.

Il Comitato Tecnico Scientifico ritiene, inoltre, che “eventuali cerimonie religiose celebrate all’aperto, se organizzate e gestite in coerenza con le misure raccomandate, debbano prevedere la partecipazione massima di 1000 persone”.

https://chiciseparera.chiesacattolica.it/ripresa-delle-celebrazioni-la-nota-del-viminale/

Confederazione Islamica Italiana – Note on Ministry of Interior Protocol for resumptions of celebration

Ministry of Interior – Protocol for the resumption of celebrations with the people

https://www.interno.gov.it/it/notizie/dal-18-maggio-riprenderanno-celebrazioni-liturgiche-alla-presenza-dei-fedeli

È stato sottoscritto questa mattina a Palazzo Chigi, dal presidente della Conferenza episcopale italiana Gualtiero Bassetti con il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il protocollo che individua le misure di sicurezza sanitarie da rispettare per la ripresa delle celebrazioni liturgiche alla presenza dei fedeli a partire dal 18 maggio.

La responsabile del Viminale ha dichiarato che «il ministero dell’Interno ha già avviato un confronto costruttivo con tutte le altre comunità di fede in relazione alla sua missione istituzionale di garantire la libertà di culto». «Siamo a buon punto con la sottoscrizione di altri protocolli con tutte le aree confessionali, sia quelle che hanno raggiunto un’intesa con lo Stato sia quelle che ne sono ancora prive, per consentire a tutti le migliori condizioni per lo svolgimento delle pratiche religiose, pur nel rispetto delle precauzioni necessarie per contenere la diffusione del virus varate dal Governo».

Il documento – condiviso dalla Cei con il capo del dipartimento delle Libertà civili e l’Immigrazione Michele di Bari e poi approvato dal Comitato tecnico scientifico – disciplina l’accesso ai luoghi di culto in occasione delle cerimonie liturgiche prevedendo, tra l’altro, che l’accesso alla chiesa sia contingentato e regolato da volontari o collaboratori che, oltre a favorire l’accesso e l’uscita, vigilino sul numero massimo di presenze consentite. Dovrà essere in ogni modo evitato ogni assembramento, sia nell’edificio, sia nei luoghi annessi, come per esempio le sagrestie e il sagrato.

L’accesso ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche dovrà avvenire indossando mascherine e non è comunque consentito in caso di sintomi influenzali/respiratori.

Tutti i luoghi di culto dovranno essere igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione.

Tra le attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche, si segnalano le indicazioni di omettere lo scambio del segno della pace e di prevedere che la raccolta delle offerte non avvenga durante le celebrazioni, ma in appositi contenitori.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta alla distribuzione della Comunione avendo cura, tra l‘altro, di offrire l’ostia senza alcun contatto con le mani dei fedeli.

Ove il luogo di culto non sia idoneo alle celebrazioni liturgiche, secondo le indicazioni del protocollo, le celebrazioni potranno avvenire all’aperto.

«È il risultato dell’intenso dialogo di questi mesi tra il governo e la Cei, intensificato fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19, che ha già portato all’individuazione delle misure di sicurezza sanitaria per le celebrazioni liturgiche senza popolo e, da ultimo, di quelle per la ripresa della celebrazione dei funerali», ha dichiarato il ministro Lamorgese.

Italian Episcopal Conference and Ministry of Interior: since 18 May the Masses with people are allowed

Italian Ministry of Interior – Measures related to the containment of the pandemic

THE APPEAL OF “CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO” ASSOCIATION AGAINST THE GOVERNMENTAL DECREES OF SUSPENSION OF RELIGIOUS CELEBRATIONS

Link to: https://www.centrostudilivatino.it/ricorso-al-tar-lazio-contro-la-sospensione-delle-cerimonie-religiose/

DEPOSITATO IL RICORSO AL TAR-LAZIO DEL CENTRO STUDI LIVATINO CONTRO LA SOSPENSIONE DELLE CERIMONIE RELIGIOSE

Giovedì 30 aprile gli avv. Stefano Gattamelata e Mauro Giovannelli, su mandato del Centro studi Livatino, hanno presentato ricorso al TAR-Lazio contro il dPCM 26/04/20, nella parte in cui, all’art. 1 co. 1 lett. i), conferma la sospensione delle cerimonie religiose, con la sola esclusione di quelle funebri (e queste a determinate condizioni). In allegato il testo integrale dell’atto.

Il ricorso ruota in particolare sulla grave compressione della libertà religiosa, poiché ai fedeli di ogni confessione – non solo la Chiesa cattolica -, i cui riti hanno cadenza periodica, è preclusa la fruizione delle relative celebrazioni, pur se adottino le medesime precauzioni che invece permettono l’accesso in siti chiusi, come i supermercati o i luoghi di lavoro che riapriranno il 4 maggio. Sottolinea altresì la violazione di altre disposizioni costituzionali, come gli art. 3, 7 e 8 Cost.

Poiché nella norma impugnata si ravvisa un danno grave e irreparabile – per il periodo della sua vigenza l’impedimento del culto non sarà recuperabile né risarcibile per equivalente -, il ricorso contiene altresì la richiesta urgente di sospensiva: l’attesa dei tempi ordinari di decisione renderebbe la compressione della libertà religiosa ancora più intollerabile.

L’iniziativa è aperta all’adesione di altre realtà associative: sia di quelle che, in coerenza con i propri scopi statutari, intendano proporre un intervento ad adjuvandum, sia più in generale di coloro che condividono il lavoro in corso.

Il Centro studi Rosario Livatino
Roma, 2 maggio 2020

ITALIAN EPISCOPAL CONFERENCE – MASSES WITH THE PEOPLE: SHARED THE LINES OF AN AGREEMENT

https://www.chiesacattolica.it/messe-con-il-popolo-condivise-le-linee-di-un-accordo/

Messe con il popolo: condivise le linee di un accordo

“Esprimo la soddisfazione mia, dei vescovi e, più in generale, della comunità ecclesiale per essere arrivati a condividere le linee di un accordo, che consentirà – nelle prossime settimane, sulla base dell’evoluzione della curva epidemiologica – di riprendere la celebrazione delle Messe con il popolo”.

Così il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, commenta la definizione di un Protocollo di massima, relativo alla graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche.

“Il mio ringraziamento va al Presidente del Consiglio dei Ministri – aggiunge – con cui in queste settimane c’è stata un’interlocuzione continua e proficua. Questo clima ha portato un paio di giorni fa a definire le modalità delle celebrazioni delle Esequie, grazie soprattutto alla disponibilità e alla collaborazione del Ministro dell’Interno e del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione”.

Nel contempo, “un pensiero di sincera gratitudine mi sento in dovere di esprimerlo al Ministro della Salute e all’intero Comitato tecnico-scientifico – prosegue il Cardinale Bassetti -: questa tempesta, inedita e drammatica, ha posto sulle loro spalle un carico enorme in termini di responsabilità”.

“Come Chiesa – riconosce – abbiamo condiviso, certo con sofferenza, le limitazioni imposte a tutela della salute di tutti, senza alcuna volontà di cercare strappi o scorciatoie, né di appoggiare la fuga in avanti di alcuno; ci siamo mossi in un’ottica di responsabilità, a tutela soprattutto dei più esposti. Alla vigilia di quella che ci auguriamo possa essere una rinascita per l’intero Paese, ribadisco l’importanza che non si abbassi la guardia ma, come abbiamo ripetuto in questi mesi, si accolgano le misure sanitarie nell’orizzonte del rispetto della salute di tutti, come pure le indicazioni dei tempi necessari per tutelarla al meglio”.

“Al Paese – conclude il Cardinale Bassetti – voglio assicurare la vicinanza della Chiesa: ne sono segno e testimonianza le innumerevoli opere di carità a cui le nostre Diocesi e Parrocchie hanno saputo dar vita anche in questo difficile periodo; ne è segno pure la preghiera che, anche in forme nuove, si è intensificata a intercessione per tutti: le famiglie, quanti sono preoccupati per il lavoro, gli ammalati e quanti li assistono, i defunti”.