Episcopal Conference of Austria – A word of confidence and hope in the Covid-19 crisis

Gott, richte uns wieder auf (Ps 80,4)Ein Wort der Zuversicht und Hoffnung in der Corona-Krise

Signore, rialzaci! (Sal., LXXX, 4)

(Traduzione a cura di Stefano Testa Bappenheim)




Una parola di fiducia e di speranza nella crisi del coronavirus.
Noi tutti siamo fortemente colpiti dall’attuale pandemia, e viviamo una situazione d’emergenza d’una gravità inedita. Come Vescovi dell’Austria, desideriamo essere di conforto a tutti i malati ed ai loro parenti, ed assicurare loro che sono sempre presenti nelle nostre preghiere.
A tutti quelli che sono all’opera per i malati, per i bisognosi di assistenza e soprattutto per le persone bisognose di aiuto, e che per questo affrontano carichi di lavoro eccezionali, va il nostro ringraziamento di cuore. Essi svolgono un servizio inestimabile!
Egualmente va il massimo rispetto e la massima riconoscenza a tutte le persone che attualmente garantiscono la sicurezza e gli approvvigionamenti del nostro Paese ed il funzionamento dello Stato.
La Chiesa cattolica sostiene pienamente le misure statali, e vuole al riguardo contribuire affinché la crisi possa venir superata insieme il più rapidamente possibile. La nostra fede in Gesù Cristo è in queste circostanze un aiuto inestimabile, una fonte di salvezza ed un’insostituibile spinta alla solidarietà, ciò di cui adesso c’è gran bisogno.
Desideriamo, in unione ecumenica con tutti i credenti del nostro Paese, fare di tutto per proteggere le vita delle persone, al contempo però non possiamo dimenticare la loro salvezza spirituale.
Essere al servizio del prossimo ed al contempo evitare contatti personali, ora salva la vita. Questo comportamento nella situazione attuale è fenotipo di un cristiano, amor del prossimo ed amore di sé stessi correttamente inteso. La Parola di Dio e la Preghiera sono attualmente i più importanti nutrimenti spirituali di cui noi tutti abbiamo bisogno per affrontare questa situazione.
I parroci si dimostrano, anche senza la Messa comunitaria, veri e proprî snodi vitali. Tutti quelli che svolgono un servizio ecclesiastico sono ora chiamati a sfruttare al massimo la propria creatività, per essere comunque raggiungibili dalle persone pur senza contatto fisico, e per utilizzare ogni canale di comunicazione possibile.
Desideriamo pregare tutti i fedeli del Paese di vivere in questa situazione d’emergenza come chiesa domestica, e ad approfittare di queste limitazioni imposte dall’esterno alle consuete abitudini di vita come di una chance per rafforzare interiormente se stessi e gli altri. Al riguardo, il consueto e quotidiano suono delle campane ci può infondere speranza e ricordarci di pregare.


Proteggere la vita degli uomini ed al contempo occuparsi della salvezza delle anime: questo è il principale compito della Chiesa cattolica. Per questa ragione la Conferenza Episcopale austriaca, dopo essersi consultata col Governo federale, ha preso alcune decisioni concrete.
Da lunedì 16 marzo, dunque, le Messe comunitarie e le cerimonie e riunioni pubbliche sono vietate, e le celebrazioni familiari come Battesimi e Matrimoni sono rinviate; le misure di seguito illustrate servono alla protezione delle persone più anziane e particolarmente a rischio, e
rimarranno in vigore per le prossime settimane.


I Vescovi austriaci, perciò, dispongono:

  • le disposizioni statali sono da rispettare rigorosamente, come pure quelle diocesane;
  • le misure d’igiene, la distanza personale ed il divieto di riunioni sono decisive per arginare la pandemia. La protezione delle persone più a rischio ha quindi la massima priorità;
  • chi mostrasse sintomi di malattia, o facesse parte di categorie a rischio, rimanga a casa: ciò vale anche per tutto il personale ecclesiastico.

Per quanto riguardi l’ambito più strettamente riferito al culto divino, i Vescovi decidono, fino a nuove disposizioni, che:

  • tutte le Messe comunitarie e le riunioni pubbliche a carattere religioso sono vietate,
  • le cerimonie religiose necessariamente legate ad un carattere pubblico-aggregativo sono annullate;
  • i Vescovi hanno deciso che il Congresso austriaco dei consigli parrocchiali, previsto dal 21 al 23 maggio, non avrà luogo; inoltre la ‘Lunga notte delle Chiese’, fissata per il 5 giugno in accordo con le altre Chiese cristiane, per quest’anno è annullata;
  • le chiese parrocchiali devono, nei limiti del possibile, anche in questo periodo di restrizioni alla libertà d’uscire di casa, restare aperte come luoghi di speranza; esse sono a disposizione di tutti gli uomini per la preghiera individuale e rispondono quindi ad un bisogno fondamentale spirituale per il benessere di tutta la popolazione;
  • i Vescovi dispensano dall’obbligo della partecipazione alla Messa domenicale; la Celebrazione eucaristica può e deve venir celebrata dai sacerdoti per le intenzioni del mondo e della parrocchia. I fedeli devono assistere alla Messa domenicale mediante i mezzi di
    comunicazione di massa, avvalendosi delle trasmissioni dell’ORF, degli altri media o dei canali social specifici della Chiesa;
  • i Battesimi, le Prime Comunioni, le Cresime ed i Matrimoni vengono rinviati; le Prime Comunioni e le Cresime potranno aver luogo subito dopo il normale ristabilimento delle cerimonie collettive. Tuttavia, affinché sia assicurata un’adeguata preparazione ai bambini e ai giovani che ricevono questi Sacramenti, i Parroci (se necessario in accordo con l’Ordinario) possono stabilire nuove date un po’ più in là nel tempo, dopo il ritorno alla normalità;
  • i funerali possono aver luogo nel rispetto di condizioni rigorosissime, saranno celebrati rapidamente e col minimo delle persone possibile;
  • in linea generale, la Comunione agli ammalati non sarà più portata a domicilio, l’unica eccezione ammessa è il Viatico;
  • i Vescovi ricordano e raccomandano d’accostarsi annualmente alla Confessione, ma al contempo dispensano dall’obbligo della Confessione prima di Pasqua; chi avesse urgenti e gravissime ragioni per confessarsi, deve rivolgersi telefonicamente ad un sacerdote, col quale cercare insieme una soluzione; chi si confessa regolarmente (confessione dei peccati veniali) deve sospendere temporaneamente quest’abitudine.

    I Vescovi ringraziano ancora una volta tutti quelli che combattono contro questa pandemia econtro le sue conseguenze per la vita delle persone e per il benessere generale; tutti possono contribuire a questo sforzo, dato che, nonostante la prescritta distanza fisica da mantenere, spiritualmente siamo tutti vicini. Le famiglie fanno il grosso del lavoro, in questo periodo, ciò è indubbio, ma devono al contempo evitare che la prescritta vicinanza si trasformi in conflitti e litigi.

    Siamo quindi reciprocamente e vicendevolmente tutti chiamati alla misericordia, alla mitezza, al perdono, all’attenzione, alla gratitudine, come pure alla preghiera comunitaria in famiglia. Le persone che vivono da sole hanno bisogno della nostra attenzione e d’uno sguardo affettuoso.
    Prendersi cura gli uni degli altri, nel rispetto della distanza fisica prescritta, è un importantissimo compito sociale, e riguarda famiglie, vicini, amici e la mano pubblica. Preghiere e fede in comunione sono, proprio nelle situazioni d’emergenza, le fonti principali da cui trarre la forza per vivere. Comportandoci così, e rafforzati grazie ad una vita religiosa, saremo sicuri di poter superare insieme l’attuale crisi.


    Vienna, li 19 marzo 2020, festa di S. Giuseppe (Patrono delle Famiglie).

“Assistance, Consolation and Hope” A Word of the Catholic, Evangelical and Orthodox Churches in Germany

Message from Hungarian Catholic Bishops’ Conference

Link: https://katolikus.hu/articolo/communicato-della-ceu

La Conferenza Episcopale Ungherese nella situazione attuale di pericolo dovuto all’epidemia del coronavirus in Ungheria guidato dallo spirito di responsabilità nei confronti dei fedeli a lei affidata dispone con il seguente decreto che rimane in vigore fino alla revoca salvo che il vescovo diocesano competente non dichiari diversamente:

1. Le nostre chiese svolgono un ruolo particolarmente importante nella ricarica spirituale e nella preghiera, quindi non li chiudiamo. Nello stesso tempo dobbiamo mantenere un atteggiamento responsabile e attento perciò la liturgia aperta al pubblico viene sospesa dal 22 marzo, dalla quarta domenica di Quaresima. L’unica eccezione è il funerale che si deve svolgere in un modo semplice e breve.

2. Ai nostri fratelli sacerdoti chiediamo di continuare a celebrare la santa messa nelle nostre chiese o cappelle adeguate testimoniando quanto insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica cioè che l’Eucarestia sta al centro della vita della Chiesa (CCC 1343). gli oneri di Messe già presi possono essere in tal modo, sine populo applicati o possono essere trasferiti secondo le norme stabilite nelCodice di Diritto Canonico (CIC can. 1309). Incoraggiamo i fedeli di far parte della celebrazione da casa loro, esprimendo così che in ogni santa messa è tutta la Chiesa ad unirsi al sacrificio di Cristo (CCC 1369).

3. Secondo le norme del Codice di Diritto Canonico l’ordinario della diocesi qualora lo ritiene opportuno, può dispensare dall’obbligo di partecipare alla messa di domenica (CIC can. 87 §1., can. 1245). Questa dispensa – per evitare il contagio – è stata concessa dagli ordinari della Conferenza Episcopale Ungherese.

4. In questa situazione assai particolare rimangono comunque validi le norme del Catechismo (CCC 2183) e quelli del Codice di Diritto Canonico (CIC can. 1248 §2.) secondo i quali nel caso in cui a qualcuno per motivi gravi diventa impossibile la partecipazione alla celebrazione eucaristica, è molto consigliato dedicare invece un congruo tempo alla preghiera – leggendo la Sacra Scrittura, recitando il breviario o altre preghiere – personalmente o in famiglia. Ci sono varie possibilità di seguire la trasmissione della messa online. La TV statale trasmette messe nei giorni festivi e nelle domeniche per dare conforto, consolazione ed incoraggiamento per quelli che non possono parteciparne personalmente. L’orario di tali trasmissioni verrà comunicato tramite i nostri canali.

5. Seguiamo le prescrizioni statali riguardanti l’epidemia in tutto anche nel caso di curare i malati, confessare e dare Comunione staordinaria. Dovuto alla situazione straordinaria – anche qui fino alla revoca ed in vigore da subito – diamo il permesso d’impartizione di assoluzione in modo generale (CIC cann. 961-963)

6. Nei nostri istituti educativi, sociali e sanitari seguiamo in tutto le prescrizioni statali. Collaboriamo in tutto con le autorità e osserviamo le norme generali comunicate da loro.

7. Incoraggiamo le comunità parrocchiali e quelle religiose che – mentre osservano le prescrizioni statali riguardanti l’epidemia – organizzino preghiera incessante per le persone coinvolte dall’epidemia.

Presente decreto è valido per tutte le diocesi d’Ungheria di rito latino.

Il periodo dell’epidemia mette in risalto la nostra fragilità ed il fatto che dobbiamo proteggere la nostra vita e la vita di altri. Con le nostre preghiere ed il nostro esempio rafforziamo la fiducia in Dio e gli uni negli altri. Pratichiamo la magnanimità, e stiamo attenti gli uni agli altri in modo particolare in questa situazione, soprattutto ai nostri prossimi malati ed anziani. Ai nostri fratelli sacerdoti anziani chiediamo con rispetto che nella situazione attuale stiano attenti alla propria salute in modo speciale.

Budapest, il 17 marzo 2020

la Conferenza Episcopale Ungherese

Information for parishes for the live stream of divine services

Link: https://www.vg-musikedition.de/news/detail/news/information-fuer-kirchengemeinden-fuer-den-live-stream-von-gottesdiensten/

Another document here: https://www.gema.de/aktuelles/pressemitteilungen/corona-pandemie-hilfe-fuer-mitglieder-und-kunden-der-gema/

In diesen extrem herausfordernden, von der „Corona-Krise“ geprägten Tagen, in denen auch sämtliche Gottesdienste für die nächsten Wochen abgesagt worden sind, erreichten die VG Musikedition zahlreiche Anfragen von Gemeinden hinsichtlich der Sichtbarmachung (Einblendung) von Liedern und Liedtexten im Rahmen eines Live-Streams von Gottesdiensten.

Wir haben nun alle bestehenden Lizenzverträge mit der Evangelischen und Katholischen Kirche sowie zahlreichen Freikirchen unbürokratisch (und ohne Zusatzkosten) insoweit ergänzt, dass ab sofort auch im Rahmen von Live-Streams der Gottesdienste die Einblendung von Liedern und Liedtexten möglich ist. Von der Regelung umfasst sind Einblendungen im Zusammenhang mit der zeitgleichen und zeitversetzten (max. 72 Stunden) Übertragung von Gottesdiensten. Die Regelung ist zunächst befristet bis zum 15.09.2020.

Bitte denken Sie im Sinne der Urheber und Verlage daran, auch bei Einblendungen von Liedern/Liedtexten die Copyright-Angaben zu übernehmen. Vielen Dank.

Patriarchate of Constantinople – Halt to All Orthodox Church Services Globally Due to Coronavirus

Ecumenical Patriarch Announces Halt to All Orthodox Church Services Globally Due to Coronavirus

By Nick Kampouris – Mar 18, 2020
for the “Greek Reporter Europe”

The Ecumenical Patriarchate of Constantinople issued a statement on Wednesday announcing the Church’s new decision in regard to the covid-19 global coronavirus pandemic.

According to this statement, all religious ceremonies, events and rituals will be suspended in all of the Patriarchate’s regions around the globe until March 31, 2020.

These include parts of Greece as well, such as Macedonia, Thrace, and many of the Greek islands.

After the Ecumanical Patriarch’s announcement, a letter sent by Archbishop Elpidophoros of America to parishes clarifies that services in the USA may continue behind closed doors and without any parishioners present in the church.

Elpidophoros writes: “Having discussed the situation with the Sacred Center of Orthodoxy, at length, and having inquired specifically about the United States, I received His All Holiness Ecumenical Patriarch Bartholomew’s reply, namely, that we should allow for the divine services, including Divine Liturgies, to be celebrated in our Holy Churches behind closed doors, as is the case with the Monasteries.

“In this way we may be able to keep our liturgical tradition alive, even in this minimal way, but also that we may broadcast through streaming and other means the aforementioned services for the spiritual benefit of our faithful.”

Additionally, personal prayer will still be allowed in all churches which will remain open.

The Patriarchate is expected to revisit this ruling and make further decisions according to the latest developments as time goes on.

The Ecumenical Patriarchate also urged all people to reduce their movements and stay at home, following the guidelines of their home countries.

Watch the Ecumenical Patriarch’s full message here:

Full text of the Patriarch’s speech:

“Brother hierarchs and beloved children in the Lord,

“From the Phanar, from the heart of the Queen of Cities, from the City of the Great Church and of Haghia Sophia, we are communicating with each and every one of you – women, men, and children – because of the unprecedented conditions and tribulation that we are facing as a human race as a result of the global threat posed by the pandemic of the new coronavirus, called Covid-19.

“The voice of the Church, of the Mother Church, cannot be silent in such times. Our words, then, take the form we have learned through the ages: through the liturgy and through instruction, with encouragement and consolation.

“We sincerely thank all those who struggle with self-sacrifice, even neglecting themselves and their families, including:

– Medical and nursing professionals at the front lines, beside our brothers and sisters who are suffering,

– Researchers and scientists searching for proper medication and vaccination to deliver us from this virus, but also

– All those actively working hard to address this pandemic.

“Your contribution is invaluable. It is an offering to all of society. It is a sacrifice that deserves every honor and gratitude. All of us thank you and applaud you, not only from the windows of our homes, but everywhere and at all times. Our thoughts and our prayers are with you.

“In this struggle, our appointed states, governments and appropriate health authorities have the primary responsibility for planning, confronting and overcoming this crisis. We might describe them as Commanders on the battlefield against an invisible, but now well-known, enemy. An enemy that has turned against humanity.

“The burden of the responsibility, that they bear on their shoulders, by necessity demands the cooperation of us all. Now is the time of personal and social responsibility.

“Therefore, our dear children, we entreat you as your spiritual father to respond faithfully and patiently to all the difficult but necessary measures proposed by our health authorities and nations. Everything is being done for our protection, for our common good, in order to contain the spread of this virus. Our liberation from this distress depends entirely on our own cooperation.

“Perhaps some of you have felt that these drastic measures undermine or harm our faith.

“However, that which is at stake
is not our faith – it is the faithful.
It is not Christ – it is our Christians.
It is not the divine-man – but human beings.

“Our faith is firmly established in the roots of our culture. Our faith is a living faith, and there is no exceptional circumstance that can limit or suppress it. What must be limited and suppressed in these extraordinary circumstances are gatherings and large congregations of people. Let us remain in our homes. Let us be careful and protect those around us. And there, from our homes, strengthened by the power of our spiritual unity, let each and every one of us pray for all humankind.

“We will pass through this period like a journey through the desert to reach the Promised Land, where science, by the grace of God, will overcome this virus.

“We are certain that, through our prayers as well, science will indeed prevail. So it is good for us to remain united in spirit, as we continue the struggle of repentance and holiness.

“We see our neighbors suffering from the consequences of the virus, while others have already fallen and departed from among us. Our Church hopes and prays for the healing of the sick, for the souls of the departed, and for courage and strength to the families of the afflicted.

“This trial, too, shall pass. The clouds will clear, and the Sun of Righteousness will eliminate the deadly effect of the virus. But our lives will have changed forever. This trial is an opportunity for us to change for the better. In the direction of establishing love and solidarity.

“Beloved children in the Lord, may the blessing of the Lord, through the intercessions of the All-Holy Mother of God, accompany us in our journey, transform our voluntary isolation into genuine communion, and become our prayer and destination to appreciate the meaning of this, so that we may return to that which is true, to that which is pleasing to God!

“Have courage! And may God be with us!”


EKATHIMERINI – Mitsotakis dared to face down the Church

by Tom Ellis

Link: http://www.ekathimerini.com/250799/opinion/ekathimerini/comment/mitsotakis-dared-to-face-down-the-church

What no other prime minister dared to do, from the late Andreas Papandreou and his minister of education Antonis Tritsis in the 1980s, to Alexis Tsipras in the previous four and a half years – despite their stated intentions – was done by Kyriakos Mitsotakis. He clashed with the Church of Greece over the new coronavirus, and did not back down.

He did so in an environment that reinforced his position and in which he had common sense on his side. The form of the threat posed by the spread of Covid-19 and the constant and persuasive briefings by health experts had created such conditions that the overwhelming majority of the faithful understood that the prime minister was right.

Guided by the need to protect the common interest, Mitsotakis made clear decisions differentiating himself from perhaps the most powerful institution in the country.

Politically, it was not easy. Within his own party lies the vast majority of the country’s very conservative citizens. He may not be one of them, and he does not follow their approach, but this is not the case with most of his deputies who maintain a relationship of interdependence with the Church, often with its more conservative members. And of course these conservative citizens are also voters.

Looking ahead, it appears that the prime minister’s decision will be vindicated in society’s conscience. Even the bishops seem to be coming around, judging by the fact that the members of the Standing Holy Synod adopted the experts’ recommendations at their own meeting, avoiding physical contact and keeping a distance between each other.

In any case, what happened is that the administration’s secular approach, armed with scientific knowledge and medical results, prevailed over a dogmatism that did not serve the faith of the people, but simply endangered their lives.

Obviously, it is wrong and it does not help to see this dispute in football terms, with winners and losers.

It would be enough for the Greek Church to learn from this painful experience that when public health is at stake, then the harmonious coexistence of religious worship with science is to the benefit of all, including the Church itself.

Even Iran’s religious leader, Ayatollah Ali Khamenei, quickly realized the reality in his country and encouraged citizens to act on instructions from doctors and experts and not the mullahs, even canceling Friday prayers at the mosques.

Pope Francis prayed to the Lord yesterday to “stop the epidemic,” but the Vatican had already decided and announced that the General Audience on Wednesdays and Sunday’s regular blessing would take place online.

Meanwhile, the Greek Orthodox Archdiocese of America – the largest in numbers and most politically and economically powerful province of the Ecumenical Patriarchate – through Archbishop Elpidophoros proceeded, without any reservations, to the necessary actions and exhortations toward the faithful, asking them to refrain from church services and recognizing the obvious danger of the new coronavirus being transmitted by the Holy Communion.

The prudent approach of Archbishop Elpidophoros was emulated by the heads of other Greek Orthodox churches around the world.

The Ecumenical Patriarchate in Istanbul announced yesterday its “ecclesiastical decision and order to suspend all religious ceremonies, events and services until the end of March, except for the personal prayer of Christians in churches.” 

This is the position that the Church of Greece failed to adopt a few days ago, when it announced that it allowed for “simple services” to be held. This attitude by the top clerics – not all agreed – in the face of a dangerous epidemic is worrisome.

Despite the Church’s known power and influence, the state did its duty. The prime minister imposed the suspension of all services in churches and all places of worship, giving priority to public health. And in doing so he dared to do the right thing.

The Church of England suspends all public services

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SIR – Coronavirus: Catholics are Italian citizens and the Church is at the service of all

Oggi si è chiamati solo a rinunciare a qualche cosa, che ci verrà restituito in abbondanza domani: è un sacrifico che anche i cattolici devono fare con dignità e intelligenza

(Foto Vatican Media/SIR)

Anche il Papa cammina da solo per Roma. Le chiese sono aperte nella capitale, ma si entra uno per uno, nel rispetto della salute pubblica che è anche rispetto del dono della propria salute. E come se il Signore ci chiamasse uno per uno e non in massa.

La Chiesa è come la nostra coscienza: non può entrarvi nessun altro. Hai voglia a gridare, ad agitarti, a fuggire: siamo soli, nati soli e moriremo soli. Oggi queste parole ci fanno paura. Suonano strane, eppure sono parte della grande saggezza cristiana che ha sempre amato le comunità ma che ha sempre professato la singolarità della fede, unica e comunque sempre personale.

Si leggono articoli di uomini di Chiesa o di intellettuali, che hanno fatto del loro parlare della Chiesa e sulla Chiesa la loro professione, che invocano il potere della preghiera contro il virus, richiamano l’indipendenza della Chiesa dal potere dello Stato, argomentano sul fatto che non si può sospendere l’Eucaristia, che la fede chiede che sempre e comunque si impartiscano i sacramenti. Si domandano dove è la Chiesa d’Italia, perché non faccia la Chiesa.

Ma che cosa vuol dire oggi “fare la Chiesa”?

Chiediamocelo. Non c’è nessuna paura ad affermare che oggi, in questa epidemia, comandino la scienza, la tecnologia e la politica. Perché loro possono guarire o trovare soluzioni razionali per tutti o per la maggior parte. Perché hanno alle spalle regole e certezze, perché parlano con l’autorità della Costituzione. Perché a loro, alla scienza e alla politica possiamo chiedere conto di ciò che fanno davanti a tutti. Mai come in queste circostanze il potere della fede e del clero si aggiunge e non può sostituirsi al potere civile. È così e talvolta non è un male. Il futuro del cattolicesimo passerà anche da una chiara presa di coscienza di essere dentro la complessità della vita contemporanea, non a parte.

Quelli che si leggono sono ragionamenti doppiamente strani. Innanzitutto perché non mostrano sufficiente preoccupazione per ciò a cui potrebbero andare incontro il clero, i volontari, le persone più generose nell’attraversare le soglie di case, istituti, ricoveri, carceri, nel dare la comunione. Anche la carità, che è viva e generosa, dovrà adattarsi, dovrà trovare forme nuove. Chi scrive di una Chiesa che è scomparsa non dice che il virus non rispetta l’abito talare. Chi invoca processioni, liturgie, celebrazioni non sottopone il proprio ragionamento ad una semplice domanda: come fare per rispettare ciò che ci è chiesto per il bene comune? Vi sono dettagli pratici che vengono considerati secondari e che invece sono decisivi per salvare una vita.

Vi è poi un secondo motivo più serio da sottoporre a chi invoca decisione autonome della Chiesa:

i credenti sono prima di tutto cittadini responsabili.

Possono davvero permettersi di agire diversamente e magari mettere in pericolo gli altri? Non è forse un segno di grande misericordia se i fedeli rinunciano a qualche cosa di importante per la loro fede, al servizio del bene comune della nazione? Gli edifici religiosi possono aspettare perché la vita deve essere sempre tutelata e perché la fede non si ferma di fronte a chiese chiuse.

Non si sa come finirà la pandemia: si sa che ci saranno migliaia di morti, i più deboli e magari i più cari e i più buoni. Il virus non persegue finalità moralistiche e dunque va combattuto per quello che è: un avversario a cui rispondere con le armi dell’intelligenza, della competenza, del rispetto delle norme. Invece si sente bollire nel profondo di certi ambienti un sentimento premoderno di contrapposizione tra scienza e fede che non ha senso. Il problema è quello della competenza e di una scienza ispirata al valore dell’umanità. Bisogna essere chiari: la conoscenza scientifica e la collaborazione tra competenze diverse sono le vere armi e se lo Stato e i cittadini, in questa emergenza, riscoprono il valore della verità, anche di quelle non assolute, sarà un bene per tutti e un esempio per i ragazzi.

Inoltre, chi ha studiato la storia sa che l’umanità, anche l’Italia, ha patito sventure terribili e che il modo con cui vengono raccontate cambia spesso il loro volto e le rende meno terribili, anche se mai accettabili.

La scrittura, la parola, la comunicazione sono parte importante del problema ma anche della sua soluzione.

Se, ad esempio, si rilegge con attenzione Manzoni si vedrà che egli raccontava la storia della peste non per maledire o terrorizzare ma per mostrare come la stupidità umana poteva fare danni anche nelle tragedie.

Oggi si è chiamati solo a rinunciare a qualche cosa, che ci verrà restituito in abbondanza domani: è un sacrifico che anche i cattolici devono fare con dignità e intelligenza.

Ritrovarsi oggi in un Paese chiuso, disciplinato, resistente, affidato a governanti con tanti limiti ma certamente almeno in questo caso operosi, è una consolazione. E se il linguaggio ufficiale della Conferenza episcopale, nei suoi documenti e nelle sue avvertenze, è preciso, umile, rispettoso dei decreti, attento alle nuove regole generali, è un bene: significa che i suoi vertici stanno lavorando fianco a fianco con chi governa e che rappresentano la Chiesa italiana nelle sedi politiche che oggi devono decidere della vita di tutti.

Anche i preti e le suore sono cittadini italiani e condividono con i loro fedeli la medesima condizione. Inventeremo nuove forme di assistenza e di pietà, ma prima di tutto saremo uniti di fronte alla nostra coscienza, la nostra prima chiesa. E a chi mastica di teologia, basta ricordare di andare a leggere le pagine di grandi uomini di fede e di Chiesa dei secoli scorsi, addirittura del Seicento: c’era la peste in Europa, ma c’era anche chi si chiedeva che senso avesse la cosiddetta “frequente comunione”. Non erano atei, ed anzi pagavano duramente la loro indipendenza spirituale dai poteri dei sovrani: erano soltanto uomini che avevano una così alta idea del Signore che non si sentivano degni di accoglierlo troppo spesso, per abitudine.

Source: Sir Agenzia d’informazione https://www.agensir.it/chiesa/2020/03/17/coronavirus-cattolici-sono-cittadini-italiani-e-la-chiesa-e-al-servizio-di-tutti/

Les chapelains du Sanctuaire prient en continu alors que le Sanctuaire ferme ses portes

Cette situation est inédite dans l’histoire du Sanctuaire

La neuvaine « Notre-Dame de Lourdes, priez pour nous «  est une chaîne mondiale de prière en plusieurs langues jusqu’au 25 mars, jour de l’Annonciation et anniversaire de la 16ème Apparition. Ce jour-là, Elle révèle son nom : « Je suis l’Immaculée Conception ».

Des millions de personnes à travers le monde s’associent à la prière depuis la Grotte de Lourdes par les retransmissions en direct réalisées par TV Lourdes et relayées par les réseaux sociaux et les télévisions catholiques partenaires : KTO pour la francophonie, EWTN pour le continent américain et TV2000 pour l’Italie, le Vatican et le reste du monde.

Les radios chrétiennes participent également à cette chaîne continue de prière en France et particulièrement en Afrique francophone.

 » Lourdes reste un lieu de prière pour le monde, prière à l’Immaculée qui ne cesse de protéger tous ceux qui font appel à Elle. » ( Mgr Olivier Ribadeau Dumas, recteur du Sanctuaire).

Source: https://www.lourdes-france.org/les-chapelains-du-sanctuaire-prient-en-continu-alors-que-le-sanctuaire-ferme-ses-portes/

Greece – Nothing self-evident about decision on churches

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TAGS: Coronavirus, Politics, Religion

The opposition says that Prime Minister Kyriakos Mitsotakis took too long, that he should have taken what was a self-evident decision sooner. Yet, how “self-evident” was it just a couple of week ago for a Greek government to order the suspension of church operations?

The prime minister started trying to convey his concerns to the leadership of the Church of Greece as soon as the epidemic appeared in the country and made numerous efforts to exert his influence as discreetly as possible. He even made his position public during an address to the nation last week, and that was only after his injunctions had been turned down by the Archdiocese of Athens, which said that it would not sway the country’s “conservative bishops” of the need to suspend services. In the meantime, before Mitsotakis spoke publicly about the issue, the measure had already been adopted by the Patriarchate and the Greek Orthodox Archdiocese of America, with the Albanian archdiocese following suit immediately after.

The ban was “self-evident,” according to critics. What was self-evident, though, was the need to avoid a confrontation with the Church of Greece in the middle of the biggest public health crisis in a century. The media, it is true, did not help matters along. They tended to frame the issue in religious terms, giving representatives of the hierarchy a platform on which they presented themselves as epidemiology experts. A handful of prominent government officials also proved unhelpful as they came out in defense of the Church’s right to make its own decisions, just as the prime minister’s office was trying to negotiate with the clergy’s leadership. Their stance seemed to overlook the fact that the Church of Greece is a state entity.

Nevertheless, growing public awareness and the discreet pressure exercised by the Maximos Mansion on the Church made Monday’s decision to suspend church services appear inevitable. The issue had matured because the government’s overall handling of it made it appear self-evident. This was amply illustrated by the fact that the government’s foremost expert adviser on the epidemic, professor Sotiris Tsiodras, spoke to the Holy Synod in an unprecedented show of cooperation between faith and science.

Moreover, the Holy Synod’s ensuing statement about allowing only “simple services” to take place was vague and open to accidental or deliberate misinterpretation, leaving the prime minister no choice but to take the final decisive step the hierarchy was hesitant to take.

Every step of Mitsotakis’ handling of the issue showed that he did not want a confrontation with the Church. He did everything to avoid it but when arguments would no longer suffice, he didn’t shy away from it either. And his lack of fear – fear for the political cost of a clash with the highly influential clergy – is not at all self-evident. The prime minister’s predecessor cannot boast of any occasion when he defied this fear. Mitsotakis, however, will at least be able to say that when push came to shove, he didn’t consider the political cost.

Source: http://www.ekathimerini.com/250729/opinion/ekathimerini/comment/nothing-self-evident-about-decision-on-churches